IV MARSZ AUTONOMII ŚLĄSKA -1077Nei giorni scorsi i vertici dell’European Free Alliance (l’eurogruppo che riunisce i partiti autonomisti d’Europa fra cui Pro Indipendenza Lombardia, ALPE, Partito Sardo d’Azione, Liga Veneta Repubblica, L’Altro Sud e Slovenska Skupnost e Sud-Tiroler Freiheit) hanno consegnato una lettera di protesta al capo della rappresentanza permanente della Polonia all’Unione europea, manifestando grave preoccupazione per l’attuale scenario politico in cui sono costrette le minoranze. Il riferimento va soprattutto ai silesiani, atavici abitanti di una regione storica oggi divisa fra Polonia, Repubblica Ceca e Germania, ricca di materie prime e da sempre al centro della geo-politica europea.




Nella Slesia polacca opera un forte movimento autonomista, Ruch Autonomi Slanska, il cui obiettivo è tornare ad avere lo status di regione autonoma, già in essere prima della seconda guerra mondiale, per volgerlo alla difesa della lingua e della cultura silesiane, soprattutto nelle scuole. Qui, denuncia il movimento autonomista, viene insegnata solo la storia polacca benché la Slesia, per circa 500 anni, non abbia fatto parte della Polonia.

Gli silesiani lamentano anche un atteggiamento colonialista di Varsavia nei loro confronti: pochi trasferimenti per infrastrutture e servizi in cambio di una pressione fiscale molto alta e mala-gestione delle imprese a partecipazione statale, soprattutto minerarie, alimentano in Slesia un forte malcontento verso l’azione del governo centrale.

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Non sorprende, considerata la svolta autoritaria del governo sostenuto dal partito di estrema destra Diritto e Giustizia, che la Polonia continui a ignorare i risultati del censimento 2012, così come la petizione firmata da più di 140.000 persone, rifiutandosi di includere gli Silesiani nella lista delle minoranze nazionali riconosciute. In particolare, EFA denuncia il cambiamento forzoso dei confini amministrativi di alcuni comuni con l’unico obiettivo di modificare il quadro demografico di intere regioni.

“EFA continuerà il dialogo con le autorità polacche – si legge in una nota che vuole riportare l’attenzione sulla vicenda – proseguendo la propria opera di convincimento sulla necessità di rispettare i diritti delle minoranze e la loro autonomia, patrimonio comune all’Europa da cui tutti possono trarre beneficio”.

La prossima Assemblea Generale del gruppo (31 marzo-1 aprile) si terrà, non a caso, a Katowice, nel voivodato della Slesia: un segnale di vicinanza all’autonomismo slesiano e di attenzione alle sue legittime rivendicazioni.

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