La rinascita di una società conviviale, autonoma nel senso proprio del termine, non può prescindere dalla questione della “Nemesi Medica”. Lo spiegava già Ivan Illich nel suo libro omonimo, in cui evidenziava come l’eccesso di medicalizzazione produceva esso stesso nuove malattie,  favorendo la perdita di governo sul proprio corpo da parte del singolo e riducendo la capacità dell’organismo sociale di rispondere autonomamente alle normali sollecitazioni della vita e della morte, dalla nascita alla senilità.

Dal canto nostro, senza spingerci ora in una dicotomia netta fra medicina occidentale e alternativa o complementare, non possiamo non insistere sulla promozione di stili di vita che riducano il ricorso a cure e terapie invasive e l’insorgenza di patologie tipiche della società avanzate, ampliando gli spazi di gestione autonoma e conviviale del proprio stato di salute psico-fisico.

Questa breve introduzione è necessaria per capire che senso abbia citare in questo sito l‘alimentazione macrobiotica, tornata alla ribalta con la scomparsa, niente affatto prematura, di Fidel Castro, la cui longevità sono molti a mettere in relazione con l’adozione di questo particolare stile alimentare; uno stile, anzi una filosofia, che proprio in Italia ha ricevuto una magnifica spinta propulsiva grazie agli studi di Mario Pianesi, a cui il lìder maximo ebbe a inviare una dichiarazione personale, un vero e proprio encomio rivolto alla via italiana alla macrobiotica. Sperimentandone i principi, l’Istituto Finlay dell’Habana avrebbe testato 20 mila casi di guarigione da diabete mellito, sclerosi e cancro.

Le speranze di una salute migliore per tutti noi vengono dunque dai cosiddetti paesi in via di sviluppo e dalla necessità di sperimentare alternative alla medicina ufficiale, che si focalizzino sugli stili di vita e sfruttino l’apparente disgrazia di una dieta povera di proteine nobili? Sembrerebbe di sì. “Ammiro Mario Pianesi per il fervore con cui si è consacrato a uno dei problemi più preoccupanti dell’umanità – ha scritto Castro – l’alimentazione sana e gradevole dei popoli del nostro pianeta, particolarmente quelli che soffrono di rischi involontari, destinati a patire malattie limitanti e che conducono alla morte”.

Da tempo Cuba conosce quindi gli effetti curativi della macrobiotica Ma-Pi. Ma che cos’è la macrobiotica, di preciso? Promossa dal giapponese Georges Ohsawa (1893-1967), deriva dalla dietetica cinese e si incentra sull’equilibrio tra yin e yang, le due forze generatrici dell’universo. I piatti proposti sono principalmente basati sui cereali, verdure di stagione e legumi, prodotti e trasformati senza l’uso di sostante chimiche di sintesi. Si tratta di risorse facilmente accessibili anche ai paesi poveri, che nella promozione di un migliore stato di salute possono sopperire alla scarsità di terapie e medicinali.

Ma si tratta di modelli che possono essere promossi e adottati anche in Occidente data l’altissima incidenza di malattie legate alla cattiva alimentazione e a stili di vita rispetto ai quali la medicina ufficiale appare culturalmente impotente. Esistono precedenti in cui il Potere politico diffuse in misura massiccia strumenti per la promozione della salute sociale sganciati dalla medicina ufficiale? Si, in Cina. Qui, dopo il periodo buio della rivoluzione culturale, il govero decise di promuovere la pratica Tai Chi Chuan verificandone gli straordinari effetti sulla salute di una popolazione allora troppo numerosa e troppo povera per poter accedere a farmaci e terapie costose.

Quei farmaci e quelle terapie sui quali ancora oggi, in Occidente, si ripongono speranze eccessive dimenticando la lezione di Illich: “Donne incinte, bambini sani, operai, vecchi, tutti si sottopongono a periodici check-up e a esami diagnostici sempre più complessi. Per questa via, ci si rafforza nella convinzione di essere macchine la cui durata dipende da un piano sociale. Le risultanze d’un paio di dozzine di studi attestano che questi esami non hanno alcuna influenza sull’andamento della mortalità e della morbilità. In realtà essi trasformano persone sane in pazienti angosciati(…)Il vero miracolo della medicina moderna è di natura diabolica: consiste nel far sopravvivere non solo singoli individui, ma popolazioni intere, a livelli di salute personale disumanamente bassi”.

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